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Venerdì 4, La Fucina @ La Vetreria

ore 21 Daniele Albanese/Modular Quartet, Drumming solo a cura di Spaziodanza (www.autunnodanza.it)
ore 21.45 Modular Quartet
Musiche di John Cage, Jason Treuting e Ernst Toch

Sabato 5, La Fucina @ La Vetreria

ore 21 Ticonzero, El Mandala del Conejo
a cura di Spaziodanza (www.autunnodanza.it)
ore 21.45 Infinitive Duo (Tomek & Marek Choloniewski) drums & electronics Performance audio/video

Percussionist Tomek Choloniewski (*1977) graduated Academy of Music in Krakow. Belongs to the Polish improvised music scene, where he plays solo, together with the Volume, and alongside other numerous musicians and bands. He’s also running workshops, writing music for theatre, and has participated in Unsound-related events, including Unsound LABs in New York. In 2011 he released his solo album, „Un”, on Mathka.

Composer and sound artist Marek Choloniewski (*1953) graduated Academy of Music in Krakow. Head of Electroacoustic Music Studios at the Academy of Music in Krakow. Founder and President of Muzyka Centrum Art Society and Polish Society for Electroacoustic Music. Since 2011 President of International Confederation of Electroacoustic Music. Director of Audio Art Festival in Krakow. Founder of many groups and ensembles. He is author of many art projects, instrumental and electroacoustic music, sound and video installations, interactive, space/environment, audiovisual and net-art projects. He received Honorable Award of the Polish Composers Union, Award of the Ministry of Culture and National Heritage, as well as the Independent Project grant of the CEC ArtsLink in New York.

Venerdì 11, Grottoni dei Giardini Pubblici

ore 21 Compagnia Enzo Cosimi, Corpus Homini
a cura di Spaziodanza (www.autunnodanza.it)
ore 21.45 Santeros. Musica e religione nella cultura afrocubana
Concerto dell’Ensemble Omo Abbilona (Alain Medina, Daylon Gordon, Alberto Elejalde, Yester Anaya, tamburi batá e voce) con la partecipazione dei danzatori Ulises Mora e Irma Castillo

L’ensemble Omo Abbilona è formato da quattro giovani suonatori di tamburi batá provenienti da L’Avana. Il nome del gruppo, che può essere tradotto come “figli dei cammini aperti”, è in lingua lucumì, parlata dagli schiavi di origine yoruba deportati a Cuba e poi divenuta la lingua liturgica della Santería, la più importante tra le religioni sincretiche afrocubane. I batá sono tre tamburi di diverse dimensioni con doppia pelle e fusto a clessidra. Ritenuti strumenti sacri, sono considerati la personificazione di Añá, divinità a cui ogni tamborero deve consacrarsi. Solo alla casta degli Omo Añá (i figli di Añá) è consentito suonare i batá in occasione del toque de santo, la cerimonia in cui il ritmo incalzante dei tamburi, i canti responsoriali e la danza favoriscono il raggiungimento della trance, che i credenti interpretano come la discesa sulla terra degli orichas, le divinità che popolano il pantheon della Santería.

L’evento, curato da Marco Lutzu, etnomusicologo presso l’Università di Cagliari, è organizzato in collaborazione con l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, con l’Associazione Spaziomusica, l’Associazione Timbalaye di Roma e l’Associazione Carovana SMI di Cagliari.

Sabato 12, Grottoni dei Giardini Pubblici

Rites, Seminario a cura di Ornella D’agostino (danza), Marco Lutzu (ricerca etnonomusicologica) e Fabrizio Casti (musica), con l’Ensemble Omo Abbilona (Alain Medina, Daylon Gordon, Alberto Elejalde, Yester Anaya, tamburi batá e voce) il Modular Quartet (Francesco Ciminiello, Marco Caredda e Andrea Desogus, percussioni), Alessandra Seggi, Marco Lutzu  e i danzatori Isolte Avila, Francesca Cinalli, Michela Laconi, Peter Ositadinma Ani.

Domenica 13, Grottoni dei Giardini Pubblici

ore 18 – ore 19 Rites, Installazione performativa

Rites, Installazione performativa a cura di Ornella D’agostino, Marco Lutzu e Fabrizio Casti con l’Ensemble Omo Abbilona, il Modular Quartet, Alessandra Seggi, Marco Lutzu  e i danzatori Isolte Avila, Francesca Cinalli, Michela Laconi, Peter Ositadinma Ani (Produzione 2016 Spaziomusica e Carovana SMI).

Il dispositivo esperenziale, darà forma ad una installazione performativa aperta al pubblico, immersa nelle opere di Rosanna Rossi nei Grottoni dei Giardini Pubblici di Cagliari, dall’incontro dei canti, dei ritmi, dei movimenti e dei riti della Santeria  dell’Enseble Omo Abbilona, con i suoni della musica colta del Modular Ensemble, con i suoni senza mondo della musica elettronica di Spaziomusica, con i suoni acustici di Alessandra Seggi e Marco Lutzu e con il movimento dei performer di Carovana SMI che incorporano gli spazi evocativi di mondi paralleli, raramente intersecanti, alla ricerca di spazi rituali condivisi.

Tutto è immerso in uno spazio sensibile, dove i piani scivolano, i contorni vibrano, i corpi sembrano sfumare, equilibri che un niente può spezzare, spazio che si riforma man mano che lo si ascolta, lo si sguarda, lo si annusa, lo si tocca. Come dire di questi suoni che respirano, che ansimano? Di questo spazio senza peso, senza forza, senza ombra? Qualcosa che dipende da come ci si muove dentro, da come ci si sposta, da come si reagisce, si diventa parte attiva nella stratificazione di questo spazio, invadendolo di naturalezza e consequenzialità. Si diventa dispositivo musicale e gestuale che innesca espressività altre, pensieri altri. Poi il silenzio, i rumori, le tensioni, i passi, l’aria, i respiri, il fiato e poi ancora … le parole, in modo sempre uguale, sempre simile e sempre diverso.

Giovedì 17, Conservatorio di Musica, Sala Porrino

ore 17.30 Onde Corte, Installazione di Alessandro Olla a cura di Stefano Cocco
ore 18 Emanuele Balia_Michele Ucheddu;  Atto d’Azione, E’ un progetto per batteria e live electronics nella quale l’ improvvisazione è il fulcro della performance. Viene sviluppato il rapporto tra CAUSA ed EFFETTO  in tempo reale, cercando nuove direzioni determinate  dall’ ascolto e l’ interazione tra i due musicisti.

Gustavo Delgado, Permanente e transitorio, Acusmatico;

Stefano Cocco_Michela Saba; Bother (per Mezzo Soprano e Live Electronics) Ispirata alle opere di Luigi Nono, è una composizione incentrata su un unico elemento timbrico, la voce. Presentata principalmente in veste non tradizionale ma sempre riconoscibile , spinta all’estremo delle sue potenzialità e affiancata dall’uso dell’elettronica, mirata ad enfatizzare le regioni dello spettro precluse dalla fisiologia della stessa.

ore 18.45 Andrea Balia; Molte situazioni acustiche che scaturiscono dalla comunicazione orale, sono il frutto di una lenta evoluzione in seno a una cultura; un sistema che riesce a mantenere la propria integrità e la propria coerenza all’interno del nostro mondo sonoro. Ma cosa succede quando il risultato di questa evoluzione si scontra con il presente?

Paolo Pastorino; Homéostasie, L’elaborazione della materia sonora non implica necessariamente un cambio di identità nei confronti dell’oggetto sottoposto ad un processo di elaborazione, così è possibile creare nuova materia pur mantenendo chiara la fisionomia iniziale dell’oggetto. Infatti l’omeostasi viene anche definita come un tentativo di conservazione di un determinato livello strutturale, dunque una tendenza alla conservazione dell’informazione. L’obiettivo di questa composizione è stato quello di creare una connessione timbrica e temporale tra gli oggetti sonori impiegati. Elementi provenienti da ambienti e contesti differenti, totalmente estranei tra loro, coesistono, si intrecciano e dialogano insieme, dando così origine ad una forma “viva e reattiva” capace di muoversi in uno spazio immaginario.

Andrea Deidda_ Alessandra Seggi

Venerdì 18, Conservatorio di Musica, Sala Porrino

ore 17.30 Onde Corte, Installazione di Alessandro Olla a cura di Stefano Cocco
ore 18 COS-MODULAR, Donald Scalas; Nella civiltà odierna l’uomo di oggi può avvalersi di strumenti rivoluzionari per la creazione di strutture e linguaggi sonori insoliti ed esclusivi (inconsueti e inconvenzionali) che hanno consentito un profondo cambiamento in campo estetico musicale. Le odierne tecnologie hanno avuto un impatto determinante sui vari aspetti legati alla fruizione musicale , tanto forte che questo può essere paragonato all’impatto che la stampa ha avuto sulle opere letterarie; Le telecomunicazioni hanno annullato le distanze e rivoluzionato le tecniche che oggi un musicista può usare per inviare e ricevere dati dai suoi dispositivi e strumenti ; La rivoluzione digitale apre le porte ad un interazione intima con il segnale musicale e con i contenuti e la percezione stessa della musica. Applicazioni come la compressione dei segnali, il restauro delle registrazioni, la spazializzazione del suono, l’archiviazione e la ricerca automatica dei brani in base ai contenuti, sono alcuni esempi. Come i dispositivi ottici hanno bisogno di dover leggere tutti i dati per poterli visualizzare un file , per comprendere un discorso abbiamo bisogno di sentirlo dall inizio alla fine per poterlo comprendere completamente, mentre se si trattasse di un libro o di testo potremmo leggerlo dalla fine o da punti presi a caso come i dispositivi di memoria ad accesso casuale . IL TESSUTO SUPERFICIALE COSMODULAR vuole essere un microcosmo di ricerca sonora in cui il segnale viene manipolato Con vari dispositivi che interagiscono tra loro , la trasformazione della corrente che diventa suono avviene tra le mani che collegano assieme i vari moduli , sia questo un sintetizzatore sia un computer, ricreando un sistema che come il nostro mondo è interconnesso in modo profondo. In questo senso : ’’ il segnale è la materia concreta del tessuto superficiale’’.

Nicola Monopoli, Stream of Consiousness, Acusmatico; Giuliano Cau_Nicola Agus

ore 18.45 KINTSUGI, Michele Ucheddu_Mario Frezzato

Kintsugi è un progetto di ricerca musicale, ideato nel 2013 dall’oboista Mario Frezzato con la collaborazione del pianista/regista del suono Davide Tiso, integrato dalla presenza di Michele Uccheddu, con percussioni ed elettronica. Esplorando le potenzialità timbriche di strumenti acustici e utilizzando l’elettronica, il progetto intende armonizzare tradizione e creatività, alternando opere scritte alla libera improvvisazione, fuori da particolari generi o etichette. Sensibile ai temi più pressanti della contemporaneità, privilegia spazi e contesti inediti, in integrazione con altri linguaggi espressivi. (mf)

Mario Frezzato, oboe e corno inglese
Michele Uccheddu, percussioni e live electronics

John CAGE (1912-1992) Ryoanji
Louis ANDRIESSEN (1939) A Flower Song

Marcello PUSCEDDU (1956) Solo I / Oinnisis

Domenica 20, La Fucina @ La Vetreria

ore 21 Simona Bertozzi, Prometeo: Il dono
a cura di Spaziodanza (www.autunnodanza.it)

ore 21.45 TukkiI o i doni scambiati
Musiche di Mor Sow e Gabriele Verdinelli
Ensemble Laborintus (Mor Sow, canto e percussioni; Andrea Lubino, percussioni; Luciana Chessa, arpa; Fabrizio Sulliotti, chitarra; Lorenzo Sabattini, contrabbasso e Maria Antonietta Azzu, voce recitante)

Tukkì in Wolof , una delle lingue più parlate in Senegal e regioni confinanti, indica il viaggio, la traversata; ma anche sogno, immaginazione, partenza. Dall’incontro tra due culture differenti nasce un percorso musicale intorno a una fiaba africana che narra sull’importanza dell’incontro e sul valore dello scambio: opportunità che esistono solo per le persone che si spostano, viaggiano, anche metaforicamente, ovviamente capaci di curiosità, immaginazione e di una reale capacità di accoglienza. Sulle musiche, interamente dovute al repertorio popolare senegalese, sono stati compiuti vari interventi: dall’esecuzione semplice tradizionale all’elaborazione delle poliritmie, dall’improvvisazione guidata alla costruzione per variazione continua tipica delle nodas del repertorio tradizionale delle launeddas.

 

L’ingresso alle manifestazioni di Spaziomusica è gratuito

Foto di copertina: Marco Lutzu
In collaborazione con il Festival Autunno Danza, Spazio la Fucina- Centro Comunale d'Arte La Vetreria, via Italia 63  www.autunnodanza.it