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Articoli mensili

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Analisi e storia, non solo della musica, in prospettiva didattica

di Gian Nicola Spanu

31 luglio 2020
Molti, nel Novecento, hanno cercato di definire lo statuto, le finalità, gli ambiti applicativi ecc. dell’analisi musicale, elaborando svariati e differenti metodi e tecniche. Anche se forse chi pensava di mettere a punto uno strumento capace di “misurare” e “spiegare” la musica, in modo oggettivo e autonomo e, per certi versi, “definitivo” è rimasto deluso: la storia dell’analisi è fatta più dubbi che di certezze e forse proprio in questo relativismo, nel “rigore dello sfumato”, trova la sua ragion d’essere la libertà di osservare, da diverse angolazioni, prodotti e condotte musicali.

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Articoli su varie tematiche dei mesi precedenti

Pensieri disordinati sull’ascolto e sull’ascoltare.

di Fabrizio Casti

31 dicembre 2019
…e il silenzio si posa, un cambio netto e totale di clima, di atmosfera, dove tutto si posa, dove l’aria si addensa a fare spazio alle nostre forme restituendoci tattilmente i nostri confini corporali, dove gli odori si acuiscono e un silenzio quasi irreale irrompe sonoramente e si mostra in tutta la sua autorevolezza. In realtà chiamiamo silenzio non tanto l’assenza di elementi sonori ma la nostra improvvisa disposizione ”all’ascolto”, la certezza di essere cosi presenti a noi stessi da immaginarci potenti e autorevoli, in grado di…

La relazione Allievo-Maestro come spazio condiviso al servizio della creatività

di Stefania Cataudella

30 novembre 2019
In che modo nell’apprendimento della Musica la relazione Allievo-Maestro può rappresentare un luogo privilegiato che permetta all’Allievo di definire il suo percorso artistico? Quali le condizioni che liberano la creatività dell’Allievo che si affida al Maestro affinché le sue qualità artistiche, libere di esprimersi, possano prendere forma guidate ma non plasmate dal sapere del Maestro?
Per provare a dare delle risposte a queste domande, forse solo in apparenza semplici, mi sembra interessante intrecciare due saperi, quello della musica e della psicoanalisi, e ripercorrere brevemente la storia di entrambi, il cui legame è forte fin dalle origini.

La voce come sguardo sonoro: riflessioni sula vocalità

di Anna Seggi Corti

31 ottobre 2019
Raccolgo volentieri l’invito a condividere alcune considerazioni sulla mia esperienza di canto, in special modo di canto corale, consapevole di quanto le parole in questi casi tendano, per loro natura, a ritrarsi e a mostrare tutta la loro scarsa efficienza comunicativa! Del resto si parla di un fenomeno musicale così ineffabile, di un processo vivente che appartiene così profondamente al corpo da lasciarsi osservare poco volentieri, e tanto meno definire in maniera esaustiva.

Tra gesto e suono – corrispondenze, intrecci, relazioni alle origini della motricità strumentale.

di Donatella Bartolini

30 settembre 2019
A volte accade così. Ha 6 o 7 anni e, timoroso, entra per la prima volta nell’aula di strumento; la madre (più raramente il padre) lo accompagna. Rimasto solo, il bambino cerca una sistemazione che gli sembra adatta, una sedia laterale ad esempio. Evita accuratamente il panchetto del pianoforte: lui non sa suonare! Percepisce esattamente una distanza incolmabile tra quello che sa fare, gli piace fare ed è abituato a fare nella sua vita quotidiana, e il compito che lo aspetta. Se fosse completamente a suo agio non si siederebbe affatto, comincerebbe a esplorare la stanza (ci sono tante cose attraenti… strumenti, colori, tappeti, panchette per arrampicarsi e guardare dentro il pianoforte) e naturalmente ad “assaggiare” il pianoforte.

Lo studio si mette in gioco – L’approccio ludico come metodologia didattica ed educativa prova modifica

di Barbara Pitzanti

31 agosto 2019
Il valore educativo delle attività ludiche è universalmente riconosciuto e considerato in ambito pedagogico, soprattutto per quanto riguarda la primissima infanzia, ma ancora oggi Gioco e Studio vengono visti in antitesi, come se il gioco fosse semplicemente uno svago o addirittura una distrazione che porta via concentrazione e tempo allo studio, momento serio e responsabile.

Esplorazione e scoperta nell’improvvisazione sonora

di Rosa Alba Gambino

31 luglio 2019
Alcuni anni fa, durante un seminario, François Delalande raccontava un “esperimento” pedagogico svolto presso una scuola dell’infanzia. Protagonista era una bambina di quattro anni. Col pretesto della mamma in ritardo, fu invitata ad aspettarla in un’aula, dove fu lasciata da sola e osservata di nascosto. Al centro di quella stanza era stato posizionato un microfono, e agli angoli due amplificatori. La bambina, attratta dall’oggetto, vi si avvicinò e vi accostò la bocca, cominciando ad emettere crepitii, suoni, schiocchi di lingua, con la sorprendente soddisfazione di sentirli “ritornare” dalle casse.

Psicologia della musica

di Tomaso Vecchi

31 dicembre 2018
L’idea che la psicologia della musica possa essere considerata una funzione cognitiva a pieno titolo non è recente. Anzi, già all’inizio dell’ottocento, con le prime teorie della facoltà, lo sviluppo della frenologia, è possibile ritrovare le ipotesi secondo cui la musica fosse riconducibile a una specifica abilità cognitiva con un substrato neurale chiaramente identificabile.

Il viaggio del suono

di Sulis Giulio Giovanni

30 novembre 2018
L’orecchio umano è una macchina straordinaria perfettamente organizzata sia a livello periferico che centrale per la ricezione e decodificazione degli stimoli sonori. Esso si è evoluto nel tempo ed ha permesso al genere umano lo sviluppo di un linguaggio articolato, peculiarità unica tra gli esseri viventi e caratteristica dell’uomo.

La motivazione come motore di apprendimento per lo strumento

di Sara Bacchini

30 Settembre 2018

Negli ormai numerosi anni di insegnamento sparsi per le scuole (medie statali, medie ad indirizzo musicale, scuole di musica comunali e private) l’aspetto che maggiormente mi ha colpito e che ha attirato la mia attenzione di docente e ricercatrice è stato, senza alcun dubbio, la difficoltà rilevata in molti alunni e alunne di proseguire con una certa continuità il percorso scolastico legato all’apprendimento dello strumento.

Verso l’arte attraverso il corpo

di Annadora Scalone

31 Agosto 2018
Sono un’insegnante di danza e in quanto tale penso che la conoscenza, la crescita e lo sviluppo non possano avvenire se non attraverso l’esperienza fisica.

La musica… all’improvviso!

di Pietro Diambrini

31 Luglio 2018
Quando parliamo di didattica musicale si apre a noi un orizzonte di cui è molto difficile tracciare i confini.

…Perché l’uomo deve cantare!

Uno sguardo su alcuni dei sistemi coinvolti nella Funzionalità Vocale

di Maria Silvia Roveri

30 novembre 2017
L’uomo deve cantare, l’uomo vuole cantare, l’uomo canta da sempre.
Molti cantanti sono diventati tali perché il cantare è un bisogno esistenziale e vivono il cantare
come una questione di vita o di morte. Incontro tante persone che, raggiunta l’età della maturità, sentono di dover soddisfare il sogno, sempre lasciato nel cassetto, o represso brutalmente nella fanciullezza, di imparare a cantare. Per tutti costoro cantare equivale a iniziare una nuova vita, per alcuni significa nascere veramente solo ora alla vita.

Il paradosso dell’improvvisatore

di Sandro Mungianu

31 ottobre 2017
Per raggiungere qualsiasi luogo, prima è necessario arrivare a metà strada, poi percorrere metà della distanza rimanente, successivamente ancora, metà della metà della distanza appena percorsa, e così via all’infinito. Il movimento appare quindi impossibile.

Per una lezione che danza

di Donatella Martina Cabras

31 agosto 2017
Il linguaggio del corpo è quello attraverso il quale ci si manifesta al mondo.
Il corpo attraverso il movimento entra in relazione con l’ambiente e vive in un dialogo costante di reciproche modifiche e trasformazioni.